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Antico ristorante Porto di Savona

Si tratta di uno dei più antichi ristoranti di Torino, in attività con questa denominazione dal 1863. Recentemente è entrato a far parte della prestigiosa Associazione “Locali Storici d’Italia” che si propone di selezionare e valorizzare i più antichi e storici locali d’Italia. L’ambiente è accogliente e familiare ed è suddiviso in varie salette su due piani. Uno dei pochi ristoranti sopravvissuti in città con il fascino dei locali di una volta. A pranzo vengono serviti Monopiatti che variano tutte le settimane. Il locale si affaccia sulla splendida Piazza Vittorio dove d’estate dispone di un ampio dehors.

Tradizione Piemontese

La cucina è nella più classica tradizione Piemontese: antipasti misti, vitello tonnato, agnolotti, gnocchi, tofeja, fonduta, bolliti, fritto misto, brasato, finanziera, e molte altre specialità. Tutti i dolci e tutta la pasta sono fatti in casa.

Fritto misto

Tutti giorni è possibile degustare il piccolo fritto misto alla Piemontese, costituito da 9 differenti pezzi. 

Su prenotazione proponiamo: Gran fritto misto alla Piemontese (16 differenti pezzi) , la famosa Bagna Cauda servita nel tradizionale “fiulot” e il Bollito misto alla Piemontese (solo nei mesi invernali).

Gran Fritto misto alla piemontese

Tutti giorni è possibile degustare il piccolo fritto misto alla Piemontese, costituito da 9 differenti pezzi. 

Su prenotazione proponiamo: Gran fritto misto alla Piemontese (16 differenti pezzi) , la famosa Bagna Cauda servita nel tradizionale “fiulot” e il Bollito misto alla Piemontese (solo nei mesi invernali).

La pasta fatta in casa

Agnolotti al sugo d’arrosto, Tajarin, Gnocchi di patate e tutte le altre paste sono sapientemente preparate dai nostri chef.

La pasta fatta in casa

Agnolotti al sugo d’arrosto, Tajarin, Gnocchi di patate e tutte le altre paste sono sapientemente preparate dai nostri chef.

Il menù del Porto di Savona

I piatti della tradizione Piemontese.

Un po’ di storia

Quando nel 1807 Napoleone decise di donare alla Città di Torino un solido ponte di pietra sul Po, dell’attuale Piazza Vittorio Veneto non c’era ancora traccia; al tempo vi era, al suo posto, un terreno incolto con al centro una viale alberato ed un rondò denominato dai francesi “de l’Eridan”. Il ponte, con tanto di tesoro interrato nel suo pilone centrale, costituito da monete e medaglie napoleoniche, venne ultimato nel 1814. Per l’edificazione della Piazza Vittorio Veneto, si dovette attendere una decisione di Re Vittorio Emanuele I. La piazza fu costruita in soli 5 anni tra il 1825 e il 1830 su progetto dell’ingegnere luganese Giuseppe Frizzi che riuscì abilmente a nascondere, con il progressivo degradare delle case, il dislivello di 7,19 metri dalla fine di via Po al ponte. Il Porto di Savona è situato nel sottoportico di piazza Vittorio Emanuele II e conserva i dettami che l’ingegnere Frizzi codificò per l’arredo urbano della stessa: la devanture a serramenti in luce è costituita da una semplice quanto elegante cornice in pietra che sottolinea l’ingresso dell’esercizio commerciale. Fu proprio in questa piazza che una sera del marzo 1832 avvenne il primo esperimento di illuminazione a gas di un locale pubblico e quasi un secolo dopo, nel 1928, da qui andò in onda la prima trasmissione radiofonica italiana. L’edificio dove si trova il Porto di Savona è in realtà più antico della piazza. Esso fa infatti ancora parte della via Po (ultimata nel 1720) e più esattamente si trova dove sorgeva la Porta di Po del Guarini che era uno degli ingressi della Città di Torino. La ricerca storica che abbiamo effettuato dimostra che il nostro ristorante esiste con l’attuale denominazione dal 1863 ; in precedenza, però, esisteva già un locale con altra denominazione.

Qui dinanzi partivano le corriere che assicuravano quotidianamente i collegamenti con la Liguria ed in particolare con Savona, che allora era un porto di grande importanza per Torino. Fu così che ospitalità e ristoro per i forestieri e per i viaggiatori divennero una caratteristica di questi portici a proposito dei quali scrive Luigi Cibrario: che “i forestieri, ora lodando, ora biasimando, sempre ci invidiano, ma non hanno ancora saputo imitare”. Presente nell’edizione della Guida Marzorati del 1864, si trova alla voce “trattorie”, ma solo negli anni ’90 del sec. XIX si aggiungono le voci ristoranti e pensioni nell’indice delle materie: che tali notazioni si riferiscano a variazioni reali, seppur minime, non è dato sapere, certo è che l’insegna in vetro dipinta a caratteri d’oro riportasse anche la dicitura di affittacamere, oggi cancellata. Tale insegna sostituì quella dell’inizio attività presumibilmente in legno, ma comunque è sempre databile a fine Ottocento. La continuità dell’esercizio viene mantenuta per tutto il Novecento arrivando tutt’oggi con un carico di testimonianze autentiche assolutamente riconoscibili. Il locale è caratterizzato da un’atmosfera ottocentesca di cui si conservano accenni liberty tra cui il raffinato lambris della scala. Pregevoli specchi e un’affettatrice Becker degli anni ’40 ne completano poi l’arredo.

Quando nel 1807 Napoleone decise di donare alla Città di Torino un solido ponte di pietra sul Po, dell’attuale Piazza Vittorio Veneto non c’era ancora traccia; al tempo vi era, al suo posto, un terreno incolto con al centro una viale alberato ed un rondò denominato dai francesi “de l’Eridan”. Il ponte, con tanto di tesoro interrato nel suo pilone centrale, costituito da monete e medaglie napoleoniche, venne ultimato nel 1814. Per l’edificazione della Piazza Vittorio Veneto, si dovette attendere una decisione di Re Vittorio Emanuele I…

La piazza fu costruita in soli 5 anni tra il 1825 e il 1830 su progetto dell’ingegnere luganese Giuseppe Frizzi che riuscì abilmente a nascondere, con il progressivo degradare delle case, il dislivello di 7,19 metri dalla fine di via Po al ponte. Il Porto di Savona è situato nel sottoportico di piazza Vittorio Emanuele II e conserva i dettami che l’ingegnere Frizzi codificò per l’arredo urbano della stessa: la devanture a serramenti in luce è costituita da una semplice quanto elegante cornice in pietra che sottolinea l’ingresso dell’esercizio commerciale. Fu proprio in questa piazza che una sera del marzo 1832 avvenne il primo esperimento di illuminazione a gas di un locale pubblico e quasi un secolo dopo, nel 1928, da qui andò in onda la prima trasmissione radiofonica italiana. L’edificio dove si trova il Porto di Savona è in realtà più antico della piazza. Esso fa infatti ancora parte della via Po (ultimata nel 1720) e più esattamente si trova dove sorgeva la Porta di Po del Guarini che era uno degli ingressi della Città di Torino. La ricerca storica che abbiamo effettuato dimostra che il nostro ristorante esiste con l’attuale denominazione dal 1863 ; in precedenza, però, esisteva già un locale con altra denominazione.

Qui dinanzi partivano le corriere che assicuravano quotidianamente i collegamenti con la Liguria ed in particolare con Savona, che allora era un porto di grande importanza per Torino. Fu così che ospitalità e ristoro per i forestieri e per i viaggiatori divennero una caratteristica di questi portici a proposito dei quali scrive Luigi Cibrario: che “i forestieri, ora lodando, ora biasimando, sempre ci invidiano, ma non hanno ancora saputo imitare”. Presente nell’edizione della Guida Marzorati del 1864, si trova alla voce “trattorie”, ma solo negli anni ’90 del sec. XIX si aggiungono le voci ristoranti e pensioni nell’indice delle materie: che tali notazioni si riferiscano a variazioni reali, seppur minime, non è dato sapere, certo è che l’insegna in vetro dipinta a caratteri d’oro riportasse anche la dicitura di affittacamere, oggi cancellata. Tale insegna sostituì quella dell’inizio attività presumibilmente in legno, ma comunque è sempre databile a fine Ottocento. La continuità dell’esercizio viene mantenuta per tutto il Novecento arrivando tutt’oggi con un carico di testimonianze autentiche assolutamente riconoscibili. Il locale è caratterizzato da un’atmosfera ottocentesca di cui si conservano accenni liberty tra cui il raffinato lambris della scala. Pregevoli specchi e un’affettatrice Becker degli anni ’40 ne completano poi l’arredo.

Contatti

Aperto 7 giorni su 7
Pranzo 12,30 – 14,30
(al sabato, dom. e festivi fino alle 15,00)
Cena 19,30 – 22,30 circa